CHI E' IL MIO PROSSIMO

CHI E' IL MIO PROSSIMO

di SOFRI ADRIANO

Editore: SELLERIO EDITORE PALERMO

Collana: LA MEMORIA

Anno edizione: 2007

Pagine: 353 p.

ISBN: 9788838922596

12,00

Titolo

CHI E' IL MIO PROSSIMO

Autore

SOFRI ADRIANO

Illustratore

Formato16Ill.BR.

Editore

SELLERIO EDITORE PALERMO

Macrosettore

NARRATIVA

Settore

BIOGRAFIE-NARRATIVA

Collana

LA MEMORIA

Anno edizione

2007

ISBN

9788838922596

Pagine

353 p.

Volumi

1

Il volume contiene tre parti, fra loro collegate dalla stessa domanda sullo stato del mondo - più esattamente: sulla fine del mondo - e sulla combinazione fra memoria e smemoratezza. Un capitolo si chiede che cosa sia davvero quella "eterogenesi dei fini" che, nonostante l'astrusità, è diventata così ricorrente nella pubblica conversazione. E che conseguenze abbia l'idea che i risultati delle azioni umane non corrispondono, e spesso tradiscono e rovesciano, gli scopi da cui sono partite, sul modo di pensare alla politica, e di praticarla. Un capitolo si interroga sull'ottimismo, dunque sul pessimismo. Sull'effetto che la lontananza e la vicinanza, e la grandezza e la piccolezza, esercitano sulla compassione per le sciagure umane. Un ultimo capitolo ripubblica la "Lettera a un aspirante terrorista" (maggio 2007) ed esamina i commenti turbolenti che ha suscitato, raccontando una serie sorprendente di precedenti, e mostrando i capricci della memoria pubblica e privata.

Da molto tempo ho fatto della responsabilità verso le generazioni future il mio ubi consistam: da cui guardare anche alle generazioni schiacciate di oggi. Non abbiamo scelto, né voi né io, i nostri compagni di viaggio e di naufragio. Allora: chi è il mio prossimo? A. S. Chi è il mio prossimo? Non è di me che parla questo libro, ma di tutti noi, e della terra che, più o meno vicini, più o meno lontani, abitiamo insieme. E delle domande più grandi: perché va tutto storto (e specialmente le buone intenzioni); che cos'è l'ottimismo, cioè il pessimismo; che fare con le generazioni future; e del figlio prodigo, quello che se ne andò da casa, e chissà se al ritorno la troverà ancora, la casa. Domande così grandi vanno ben oltre le mie conoscenze. In cambio le lego alla mia biografia. Me le lego al dito, per così dire. L'eterogenesi dei fini vale così per la guerra in Iraq come per le vite personali. La mia uscì dall'eredità dell'antifascismo e del ripudio di Auschwitz: e trovo il mio nome affiancato a quello di un vecchio nazista, che vive tanto a lungo da ghermire - ed esserne ghermito - generazioni di risentimenti. Sono stato dall'inizio dalla parte delle vittime, e mi sento accusare o insultare da vere vittime. Sono finito in galera, e mi sento rinfacciare il mio privilegio. Dell'ottimismo, cioè del pessimismo, ho una buona esperienza. Infine, da molto tempo ho fatto della responsabilità verso le generazioni future il mio ubi consistam: da cui guardare anche alle generazioni schiacciate di oggi. Non abbiamo scelto, né voi né io, i nostri compagni di viaggio e di naufragio. Allora: chi è il mio prossimo? A. S. Adriano Sofri è nato nel 1942 a Trieste. Con questa casa editrice ha pubblicato Memoria (1990), L'ombra di moro (1991), Le prigioni degli altri (1993), Il nodo e il chiodo (1995), Lo specchio di Sarajevo (1997), Piccola posta (1999). Ha curato inoltre i volumi Il malore attivo dell'anarchico Pinelli, Si allontanarono alla spicciolata. Le carte riservate di polizia su Lotta Continua, Sentenze. Come sono stati condannati Sofri, Bompressi e Pietrostefani. Dirige la collana «Fine secolo».

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